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CHIESA di SANTA CATERINA NOVELLA o SAN
BIAGIO
(Sec. XVIII)
Ubicazione
e Datazione
La chiesa sorge
fuori le mura, su
piazzale Bianchini,
angolo via Vito
Vallone. Il piccolo
piazzale, che oggi
costeggia la chiesa
dalla parte del lato
sud, deriva la sua
denominazione dalla
presenza medesima
degli Olivetani che,
vestiti di bianco,
venivano così
indicati, con il
nome di Bianchini,
dai Galatinesi. Da
questo piazzale
parte via Bianchini
che conduce ancora
oggi a Soleto. E’
appartenuta al
complesso
conventuale
dell’ordine
monastico degli
Olivetani, i cui
inizi risalgono al
1507. Come si è
avuto modo di dire
altrove, trattando
della presenza degli
Olivetani a
Galatina, questa
chiesa dagli stessi
Padri venne chiamata
di Santa Caterina
Novella per
distinguerla da
quella già esistente
di Santa Caterina
d’Alessandria. Oggi
è sede parrocchiale
sotto
l’intitolazione di
San Biagio. Ed è
sede altresì delle
confraternite
laicali di San
Biagio e della Sacra
Famiglia.
Impianto e Prospetto
E’ di classico
impianto
cinquecentesco, a
tre navate, con un
pròtiro non più
esistente.
L’impianto della
chiesa a tre navate
è quello classico
del Cinquecento,
anche se tutta la
costruzione della
chiesa come noi oggi
la vediamo è più
tarda e risale agli
inizi del Seicento.
Il pròtiro in
questione sembra
essere costituito da
un vero e proprio
pòrtico che si
estendeva per tutta
la larghezza, e
andando anche al di
là, del fronte della
navata centrale
della chiesa, come
lascerebbero
supporre le tracce
residue del triplice
arco che tuttora si
notano sulla
facciata, tutta in
pietra leccese. Da
notare che il
portale della
chiesa, riccamente
intagliato, non è in
asse con la
verticale dell’arco
centrale. Mentre,
invece, posta al
disopra del portale
e perfettamente in
asse con lo stesso,
è la splendida
finestra attaccata
quasi alla fascia di
coronamento della
facciata. Questa poi
è costruita in
pietra leccese per
la parte inferiore e
conci di tufo per
quella superiore.
Entrambi, il portale
e il finestrone,
sono del 1619 e sono
riccamente ornati e
intagliati. Tutto il
resto è
perfettamente
lineare ed è appena
alleggerito dalle
finestre laterali e
dalla balaustra del
duplice ordine della
torre quadrata
campanaria che viene
terminata, un po’
più tardi, nel 1683.
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